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Descrittori biochimici per le fanerogame marine

Le fanerogame marine costituiscono uno dei sistemi marini più produttivi e svolgono un ruolo cruciale nelle dinamiche e nel mantenimento degli ecosistemi costieri (ossigenazione delle acque, cibo e riparo per vari organismi, riduzione dell'idrodinamismo e quindi dell'erosione costiera). Sono Angiosperme Monocotiledoni che producono frutti e semi, discendenti di piante terrestri che hanno colonizzato l’ambiente marino circa 100 milioni di anni fa. Presenti in tutti i continenti, tranne l'Antartide, sono rappresentate da 72 specie, tra cui alcune a rischio di estinzione, come Posidonia oceanica, mentre altre in espansione, come Halophila stipulacea, considerata specie invasiva.

Formano ampie praterie sottomarine che svolgono un ruolo cruciale nelle dinamiche e nel mantenimento degli ecosistemi marini costieri (ossigenazione delle acque, cibo e riparo per vari organismi, riduzione dell'idrodinamismo e quindi dell'erosione costiera).

 Posidonia oceanica, considerata specie chiave, è elencata nella Direttiva Habitat 92/43/CEE, e riconosciuta come indicatore della qualità delle acque marine costiere, in conformità alla direttiva quadro sulle acque (WFD 2000/60/UE). Purtroppo, il crescente impatto delle attività antropiche nelle aree costiere è responsabile di una diffusa regressione di questa specie. Il declino delle praterie di Posidonia oceanica è causato dal disturbo antropico che determina modifiche al regime idrologico e al trasporto littorale, da inquinamento/eutrofizzazione (es. acquacoltura intensiva) e dai danni meccanici (es. ancoraggi). Le praterie di Posidonia sembrano anche vulnerabili ai cambiamenti climatici.

 Halophila stipulacea è specie tropicale, dominante nel Golfo di Aqaba (Mar Rosso), dove cresce sia in ambienti poco profondi che profondi. Originaria dell'Oceano Indiano, del Golfo Persico e del Mar Rosso, questa specie è un migrante Lessepsiano in Mediterraneo e ha recentemente invaso il Mar dei Caraibi, sostituendo le specie autoctone. Per via della natura invasiva, un numero crescente di studi sono volti a comprendere la sua capacità di di adattarsi a nuove condizioni e prosperare in una vasta gamma di ambienti.

 Lo studio di queste (e altre) specie di fanerogame si è perciò basato sullo sviluppo e la combinazione di descrittori sensibili e misurabili, in grado di rivelare alterazioni ambientali. Questo approccio sembra essenziale per il monitoraggio delle praterie. Gli indicatori attualmente utilizzati per il monitoraggio delle praterie danno indicazioni a livello individuale, di popolazione o di comunità; tuttavia, molti di loro hanno bassa sensibilità e spesso è necessaria la combinazione/integrazione di più indicatori per ottenere informazioni significative.

L'individuazione di nuovi indicatori, in grado di dare informazioni ecologicamente rilevanti in tempi brevi è dunque un problema cruciale. Nel 2004 è stato individuato un nuovo descrittore: la sintesi di composti fenolici, un descrittore biochimico di facile determinazione. I composti fenolici sono una classe di metaboliti secondari ampiamente distribuiti nelle piante terrestri e acquatiche, e la concentrazione di fenoli totali è da tempo considerata un marcatore biochimico di stress ambientale nelle piante terrestri. Elevate concentrazioni di composti fenolici sono state rilevate in piante di Posidonia esposte a differenti pressioni ambientali: in competizione con l'alga invasiva Caulerpa taxifolia, in risposta alla contaminazione da metalli, in vicinanza di impianti di acquacoltura intensiva. Alla determinazione dei fenoli totali è stato anche associata l’analisi elettroforetica bidimensionale delle proteine, per identificare modifiche di espressione in piante esposte e non a stress ambientali, una via possibile per identificare nuovi possibili marcatori delle condizioni di stress nelle piante.

 Oltre al ruolo di indicatore la determinazione dei fenoli nelle fanerogame marine può dare indicazioni sulla pressione dell’erbivoria su queste piante: è stato studiato il ruolo della concentrazione di fenoli e della sua variazione in relazione alle condizioni ambientali, sulla pressione di erbivoria di un mollusco, Smaragdia souverbiana, che si ciba delle fanerogame. Lo studio su due specie di fanerogame, Zostera muelleri e Halophila ovalis, simpatriche in diversi siti/condizioni ambientali della costa orientale australiana, ha dimostrato la connessione tra concentrazione di fenoli e pressione dell’erbivoria, mettendo in luce come gli erbivori possano regolare top-down la dinamica delle fanerogame marine.

 Recentemente, insieme con la quantificazione dei composti fenolici nei rizomi sono stati proposti altri descrittori: pigmenti fotosintetici, marcatori di stress ossidativo e le misure della diversità genetica, utilizzati con successo come marcatori della qualità dell’ambiente. Tutti questi marcatori possono essere valutati su uno stesso singolo ciuffo: questo permette una valutazione più accurata dello stato di conservazione della pianta, riduce l’impatto del campionamento e, non ultimo, riduce i costi del campionamento stesso. I marcatori biochimici (composti fenolici e pigmenti fotosintetici) sono stati applicati con successo anche ad altre fanerogame marine quali Cymodocea nodosaZostera noltii e Halophila stipulacea raccolte da siti diversi e condizioni ambientali differenti (C. nodosa e Z. noltii, laguna di Ria formosa, Faro, Portogallo; H. stipulacea, Golfo di Aqaba, Eilat, Israele).

 Questo filone di ricerca si è sviluppato grazie a numerose collaborazioni, qui elencate in ordine di tempo, dalle prime alle più recenti: Agata Giallongo, Maria Di Bernardo e Letizia Anello del CNR - IBIM (Istituto di Biomedicina e Immunologia Molecolare) "Alberto Monroy" di Palermo; Andrea Peirano e Carla Micheli dell'ENEA (rispettivamente del Centro Ricerche Santa Teresa-La Spezia, e Centro Ricerche Casaccia-Roma); Isabel Barrote e João Silva dell'Università dell'Algarve/CCMAR di Faro (Portogallo); Gidon Winters del Dead Sea & Arava Science Center, Hazeva (Israele); Ian R. Tibbets e Renee A. Rossini della School of Biological Sciences dell’Università del Queensland a Brisbane (Australia), dove siamo state grazie a un Erasmus Mundus mobility grant del Programma NESSIE; Marlene Vasquez della Cyprus University of Technology di Limassol.

 

Beca-Carretero P., Rotini A., Mejia A.Y., Migliore L., Vizzini S., Winters G. (2019). Halophila stipulacea descriptors in the native area (Red Sea): a baseline for future comparisons with native and non-native populations. Marine Environmental Research, Available online, in press. DOI: 0.1016/j.marenvres.2019.104828

Halophila stipulacea is a small tropical seagrass species native to the Red Sea. Due to its invasive character, there is growing interest in understanding its ability to thrive in a broad range of ecological niches. We studied temporal (February 2014 and July 2014), depth (5, 9, 18 m) and spatial (NB and SB) related dynamics of H. stipulacea meadows in the northern Gulf of Aqaba. We evaluated changes in density, morphometry, biomass, and biochemical parameters alongside the reproductive effort. In both sites, maximal growth and vegetative performance occurred in the summer with a marked increase of 35% in shoot density and 18% in biomass; PAR reduction with season and depth induced a significant increase of 28% in leaf area. Sexual reproduction efforts were only observed in July, and the density of plants carrying male or female flowers decreased significantly with depth. The favorable growth responses of H. stipulacea plants observed in the N-enriched NB site suggests their capacity to acclimate to human-disturbed nearshore environments 

 

Rotini A., Tibbetts I.R., Migliore L., Rossini R.A. (2018) - THE TRADE-OFF BETWEEN DIGESTIBILITY AND PHENOL CONTENT INFLUENCES THE FOOD CHOICE OF THE OBLIGATE SEAGRASS-FEEDING NERITID SNAIL SMARAGDIA SOUVERBIANA. Journal of Molluscan Studies, 84(1): 12-18. DOI: 10.1093/mollus/eyx038

 Grazing influences the structure and function of seagrass meadows. Like terrestrial plants, seagrasses have evolved nutritional, structural and chemical mechanisms to either tolerate or resist grazing. Phenols are common secondary metabolites that have multiple roles, including grazing deterrence, and their content in seagrass tissues can vary both among species and within a single species in response to biotic and abiotic processes. Such variability influences the grazing behaviour of species that consume seagrass, but few studies have addressed mesograzers that consume or damage seagrass, such as the nerite Smaragdia souverbiana. We assessed the effect of environmentally-mediated differences in phenol concentration on these seagrass mesograzers by testing: (1) if phenol content is different between sites and seagrass species (Zostera muelleri vs Halophila ovalis) and (2) if S. souverbiana inflicts different amounts of damage on different seagrasses from different sites, according to their phenol content. Phenol content was consistently lower in Z. muelleri than H. ovalis, and concentrations were about 60% lower in both species at one of two sites in eastern Moreton Bay, Queensland. These differences corresponded to different foraging patterns of S. souverbiana, with the snails generally choosing the seagrass species with the lowest phenol content. These results suggest that S. souverbiana chooses among locally available seagrasses based on a trade-off between phenol content and digestibility (related to cell size). This work demonstrates how subtle local processes can create complex changes in seagrass–grazer interactions with potential ecological consequences at local and regional scales.

 
Rotini A., Belmonte A., Barrote I., Micheli C., Peirano A., Santos R.O., Silva J., Migliore L. (2013) EFFECTIVENESS AND CONSISTENCY OF A SUITE OF DESCRIPTORS FOR ASSESSING THE ECOLOGICAL STATUS OF SEAGRASS MEADOWS (POSIDONIA OCEANICA L. DELILE). Estuarine, Coastal and Shelf Science, 130: 252–259. DOI: 10.1016/j.ecss.2013.06.015
 
The increasing rate of human-induced environmental changes on coastal marine ecosystems has created a demand for effective descriptors, in particular for those suitable for monitoring the status of seagrass meadows. Growing evidence has supported the useful application of biochemical and genetic descriptors such as secondary metabolite synthesis, photosynthetic activity and genetic diversity. In the present study, we have investigated the effectiveness of different descriptors (traditional, biochemical and genetic) in monitoring seagrass meadow conservation status. The Posidonia oceanica meadow of Monterosso al Mare (Ligurian sea, NW Mediterranean) was subjected to the measurement of bed density, leaf biometry, total phenols, soluble protein and photosynthetic pigment content as well as to RAPD marker analysis. This suite of descriptors provided evidence of their effectiveness and convenient application as markers of the conservation status of P. oceanica and/or other seagrasses. Biochemical/genetic descriptors and those obtained by traditional methods depicted a well conserved meadow with seasonal variability and, particularly in summer, indicated a healthier condition in a portion of the bed (station C), which was in agreement with the physical and sedimentological features of the station. Our results support the usefulness of introducing biochemical and genetic approaches to seagrass monitoring programs since they are effective indicators of plant physiological stress and environmental disturbance.
 
Rotini A., Anello L., Di Bernardo M., Giallongo A., Valiante L., Migliore L. (2013) COMPARATIVE ANALYSIS OF BED DENSITY, TOTAL PHENOL CONTENT AND PROTEIN EXPRESSION PATTERN IN POSIDONIA OCEANICA (L.) Delile. Open Journal of Ecology, 3(6): 438-444. DOI: 10.4236/oje.2013.36050
 
Posidonia oceanica meadows are experiencing a progressive decline, and monitoring their status is crucial for the maintenance of these ecosystems. We performed a comparative analysis of bed density, total phenol content and protein expression pattern to assess the conservation status of Posidonia plants from the S. Marinella (Rome, Italy) meadow. The total phenol content was inversely related to maximum bed density, confirming the relationship between high phenol content and stressful conditions. In addition, protein expression pattern profiles showed that the number of differentially expressed proteins was dramatically reduced in the latest years compared to previous analyses. Our results support the usefulness of integrating solid descriptors, such as phenol content, with novel biochemical/molecular approaches in the monitoring of meadows.
 
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Rotini A., Micheli C., Valiante L., Migliore L. (2011) ASSESSMENT OF POSIDONIA OCEANICA (L.) DELILE CONSERVATION STATUS BY STANDARD AND PUTATIVE APPROACHES: THE CASE STUDY OF SANTA MARINELLA MEADOW (ITALY, W MEDITERRANEAN). Open Journal of Ecology, 1(2): 48-56 doi:10.4236/oje.2011.12006
 
The conservation status of the Posidonia oceanica meadow at Santa Marinella (Rome) was evaluated through both standard (bed density, leaf biometry, “A” coefficient, Leaf Area Index, rhizome production) and biochemical/genetic approaches (total phenol content and Random Amplified Polymorphic DNA marker). The biochemical/genetic results are in agreement with those obtained by standard approaches. The bed under study was ranked as a disturbed one, due to its low density, and high heterogeneity in leaf biometry, LAI values, “A” coefficient and primary production. This low quality ranking is confirmed by both mean phenol content in plants, quite high and scattered, and by the low genetic variability in the meadow, with a very high similarity of specimen at a local scale. Hence, these two putative approaches clearly identify the endangered conservation status of the meadow. They link plant biodiversity and ecophysiology to ecosystem ‘health’. Further- more, they are repeatable and standardizable and could be usefully introduced in meadows monitoring to check environmental quality.
 
Migliore L., Rotini A., Randazzo D., Albanese N.N., Giallongo A. (2007) PHENOLS CONTENT AND 2-D ELECTROPHORESIS PROTEIN PATTERN: A PROMISING TOOL TO MONITOR POSIDONIA MEADOWS HEALTH STATE. BMC Ecology, 7:6 doi:10.1186/1472-6785-7-6
 
The endemic seagrass Posidonia oceanica (L.) Delile colonizes soft bottoms producing highly productive meadows that play a crucial role in coastal ecosystems dynamics. Human activities and natural events are responsible for a widespread meadows regression; to date the identification of "diagnostic" tools to monitor conservation status is a critical issue. In this study the feasibility of a novel tool to evaluate ecological impacts on Posidonia meadows has been tested. Quantification of a putative stress indicator, i.e. phenols content, has been coupled to 2-D electrophoretic protein analysis of rhizome samples. The overall expression pattern from Posidonia rhizome was determined using a preliminary proteomic approach, 437 protein spots were characterized by pI and molecular weight. We found that protein expression differs in samples belonging to sites with high or low phenols: 22 unique protein spots are peculiar of "low phenols" and 27 other spots characterize "high phenols" samples. Posidonia showed phenols variations within the meadow, that probably reflect the heterogeneity of environmental pressures. In addition, comparison of the 2-D electrophoresis patterns allowed to highlight qualitative protein expression differences in response to these pressures. These differences may account for changes in metabolic/physiological pathways as adaptation to stress. A combined approach, based on phenols content determination and 2-D electrophoresis protein pattern, seems a promising tool to monitor Posidonia meadows health state.
 
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